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Corale Schola Cantorum, San Prospero, Camogli

Chi è dotato di acume ma, nello stesso tempo, è attento alle parole scritte, leggendo la premessa nell'articolo di Mauro a favore degli Esbjiorn Svensson Trio, ha colto un riferimento a vari tipi di musica da cui ha visto la luce il jazz, il grande-jazz; incredibilmente (soltanto per la tipologia, naturalmente), c'è un riferimento alla Musica Sacra.
Non credo di sbagliare sottolineando che, nelle sue parole, Mauro intendeva i grandi “coralist di colore”, maestri di gospel ed inni a Nostro Signore.

Affrontare un tema cosí profondo è, per me, una parte difficile, anche se si parla di musica: tuttavia, a tal proposito, vi vorrei presentare un gruppo di persone, assolutamente preparate, vogliose e "spontaneamente" propositive. Unendo le loro doti canore, davvero ottime, si fondono in un unico e grande strumento musicale, formando la:

CORALE SCHOLA CANTORUM SAN PROSPERO DI CAMOGLI.

A dirigerli con estrema devozione, ammirazione e GRANDE dedizione, il “Padre Olivetano”, Don Marco Pucci ma, da tutti, conosciuto e rispettato quale "Don Beda". Don Beda

(a destra, Don Beda in abiti talari, nel pieno delle sue funzioni).

Dicevo della difficoltá di presentazione: è arduo redarre un "simpatico" scritto per presentare il coro, infatti, questo frangente musicale è particolare, a causa della tipologia di canto che affrontano (anche se, tantissime ugole d'oro, nella loro carriera un "Tu scendi dalle Stelle, lo hanno, bene o male, interpretato)! La Musica Sacra: per l'appunto.

Scherzare o, per lo meno, romanzare su questo argomento è come correre in un campo minato: io stesso ho il massimo rispetto per la religiositá, qualunque essa sia (anche se, il giorno nel quale mi sará presentato il conto…), ma cercheró di essere "relativamente" serio. Questo, sebbene, TUTTI i componenti siano simpaticissimi, amino compagnia (e cibo) e regalino la loro vitalitá, in particolar modo, a chi per i motivi piú disparati si trova a combattere con un destino molto, ma molto, amaro; difatti, un appuntamento quasi annuale della corale è il musicare alcune Sante Messe, quando determinati eventi lo richiedono, all'Ospedale Gaslini di Genova, uno dei luoghi piú tristi e teneri della cittá, perchè riservato a bimbi doverosi di cure, spesso molto serie.

Emozionatissimi, al pari dei sfortunati fanciulli, i nostri con in testa l'onnipresente ed insostituibile maestro Don Beda, si recano a portare qualche momento di gioia e spensieratezza a un ambiente che, nonostante gli sforzi nel renderlo quanto meno mesto possibile, la sola vista di quei bimbi malati, vanifica qualsiasi mole di lavoro.
La Schola Cantorum è, peró, ricompensata quando ricambiata da un sorriso ed affetto di un bambino incontrato anche casualmente, valore senza pari per ogni componente (nessun bene terreno ha eguali a sí gesto spontaneo), tanto che i coralist tornano a casa con grossi (veramente grossi) groppi alla gola e al cuore!

Peró, dai! Un leggero tocco di ilaritá, magari, rallegra tutti: forse si esibissero in "Quarantaquattro gatti", "Orazio, il cane nello spazio", "Il coccodrillo come fa", …! (…intanto, il mio conto continua a salire)!

Il primo marchio di fabbrica della corale

(a sinistra, il primo "marchio di fabbrica" del coro).

Sú! torniamo (relativamente) seri! La storia della Corale è interessante e lunga: dai primi anni '80 si sono successi molti componenti, tanto che il gruppo ha subito molti mutamenti; l'unica eccezione è la verve del gruppo che, nonostante qualcuno porti molto bene i suoi anni da pensionato, in quel ritrovarsi tornano ragazzini. Resta, ad ogni modo, incredibile, il loro totale mutamento nel momento in cui, il maestro Pucci alza la bacchetta, intona un fa diesis e…

Sará, inoltre, per questo rispetto reciproco che il gruppo, finora, ha ottenuto buoni favori di pubblico in tutte le performances: addirittura sono conosciuti oltre i confini regionali. Davvero un bel viatico, considerando la loro semplice vena dilettantistica! Analizzando il diario di bordo di Don Beda and Friends si legge questo consenso generale ma, a prescindere dall'ambire e volere sempre ottimi risultati, la Schola Cantorum ha peró in un uomo, un appassionato VERO di Musica (con la M maiuscola) ed elemento simbolo della corale, il suo nascere, crescere, sviluppare e porgere: il signor, Dino Raina.

Panettiere da generazioni era un tutt'uno: Dino, la musica, il bel canto…!
Era…!
Un brutto male lo ha, purtroppo, stroncato nel pieno delle sue forze e della sua passione musicale; ha cosí fortemente voluto questo Coro che dedicava parecchio tempo all'organizzazione ed amalgamazione dei vari coristi. Una persona unica: allegra, pulita di quel giusto da poterlo apprezzare in ogni istante ma, in particolar modo, quando in compagnia del suo «GRUPPO». Era (accipicchia, sempre questo era) facilmente probabile che, passando davanti al suo laboratorio all'ora di "creare il pane", lo si sentisse strornellare in alcuni fraseggi dei canti, magari, provati qualche ora prima.

Fu proprio Dino a inserire anche la mia Signora tra di loro, consentendole di esprimere ed amare anche quella particolare onda musicale, a lei, semi-sconosciuta: Dino manca a tutti, compreso me, che lo conoscevo molto bene al di fuori della musica. Idealmente, possiamo unirci in un lungo e fragoroso applauso: lo merita davvero da tutti noi.

Vorrei concludere questa personale presentazione anticipandovi che avró modo di esporre piú a fondo la Schola Cantorum di Camogli, appena mi incontreró con i responsabili del coro, riservandomi di raccontarvi piú in dettaglio i componenti, la storia ed i momenti salienti di questo bravissimo Gruppo di Amici, che fanno della musica una vera ragione di festa e lode alla vita.

Una tra le tante formazioni della corale

(Una tra le tante formazioni della corale).

© Paolo, 10/06/2011; (e.c.: 11/06/2011)

Avrei potuto chiudere questa presentazione senza illustrare un disco di veri "coralist di colore" e …"la concorrenza"?

un 33 dei coralist The Davis Sisters un 33 di cori sacri di Cleveland

(a sinistra/alto, 33 giri dei The Davis Sisters, COSÍ PREGANO I NEGRI D'AMERICA; a destra/sotto, 33 giri dei Membri della ORCHESTRA DI CLEVELAND E CORO DI 200 VOCI diretti da Robert Shaw, ALLELUIA! a altri celebri CORI SACRI: praticamente, la concorrenza!).

Ho quasi voglia di continuare con:
«Dalla lettera di Don Beda ai Cantori»…

Perchè? Presto detto…! Tempo fa, avevo chiesto alla Signora (la Sciá per gli amici, ma pilastro insostituibile del Coro) di chiedere, al buon reverendo, padre Olivetano, una sorta di storia sulla cantoria, in modo di poterne raccontare i fasti.
Ieri sera (12/7), la Sciá, è rientrata dalle immancabili “prove di canto” (per noi in famiglia, semplicemente “prove” perchè tassativamente, ogni martedí e giovedí sera «…i van a vusá, par prová»), con un foglietto scritto dalla mano di Don Beda, nel quale mi riassume le gesta della sua creazione vocale. Naturalmente, ora, la riporteró tra queste pagine ma la particolare tipologia di scrittura, la foggia della carta e il contenuto mi hanno condotto a sí tal pensiero che, per concludere, mi sembra davvero simpatico e azzeccato. Per cui:

…Dalla lettera di Don Beda Pucci a tutti noi

La Schola Cantorum S. Prospero - Sessarego, nasce nel 1981 dalla fusione della preesistente Cantoria del Monastero e della corale Parrocchia di Sessarego, (Bogliasco).
Direttore del rinato coro, “Don Marco Beda Pucci”; la mia innata volontá nel conseguire e migliorare la professionalitá della Schola Cantorum ha arricchito di nuovi elementi l'insieme di voci: elementi provenienti, soprattutto, da Parrocchie limitrofe con singoli “vocalist” sempre all'altezza della situazione.
Due, all'unisono, gli obiettivi da realizzare:

Beh! Lo ammetto: ho tirato un pó qui e un pó lá ma il simpaticissimo Padre, in poche parole ha completamente illustrato la Schola Cantorum e, per questo motivo, faccio a tutti un regalo, forse, a loro inatteso!

Ascolta il Brano, Gloria, nell'Alto dei Cieli; Corale, Schola Cantorum, (E. Capaccioli).

© Don Beda Pucci, 12/07/2011; adattamento Paolo Pandin, 13/07/2011.

cover 45 le tre campane S. Cantorum

Richiamiamo in causa il dott. Lubrano?
La domanda sorge spontanea…, …, …,: «È nato prima l'uovo o la gallina?».

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