Logo Collezione

La mia storia, pt.5

Vi rendete conto? Abbiamo attraversato, finora, un bel lasso di tempo (quasi) in un batter d'occhio! Qualcuno crede sia finita? Dovró deludere chiunque abbia questa sensazione: ho ancora un bel po' da raccontare! Perció: seguitemi!

foto del mio attuale impianto stereo

Guardo il mio “modesto” impianto ad Alta Fedeltá, qui a destra/sopra fotografato (lasciatemi, peró, stare la borsa rosso/arancio lí, in basso a destra: ha una sua storia) e sorrido; rido, veramente, a fior di labbra pensando a quel piccolo (ma, allora, grande) Philips, guadagnato col sudore della fronte (per la prima volta) ed alla fierezza con la quale coccolavo e mostravo agli amici il nuovo gioiello.

Quel regalo fu il mio primo tradimento al simpaticissimo tecnico Armando, il titolare del negozio di elettricitá ed elettrodomestici in genere, attivitá che, proprio a Gaminella, faceva da centro di grandi acquisti: il negozietto era veramente rifornito anche se, in confronto ai moderni centri commerciali, fu una minuta oasi nel deserto, ma ricordo perfettamente l'insegna recante il marchio Phonola capeggiare sopra l'ingresso principale del piccolo esercizio. Pensate! Si completó addirittura, negli anni a seguire, quando l'anziana signora Maria (a sua volta responsabile della visibilissima ed inconfondibile giallo-limone “tabaccheria” della frazioncina), chiuse i battenti, di tale commercio.

Credetemi: lo scattante e mai domo Armando era un vulcano di idee! Un portento e dotato di una simpatia che, ancor oggi, ricordo con immenso piacere! Del mio paesino ho ricordi indissolubili ma, l'arzillo elettrotecnico, è uno squarcio di sole che illumina i miei pensieri: parlava pochissimo l'italiano puro e, la sua cadenza prettamente monferrina, era riconosciuta da chiunque!

il fiammifero protagonista

A tal proposito un aneddoto che, forse, fará sorridere anche voi.

A casa mia, un giorno, il gas della cucina (in quei tempi ancora dalla bombola verde) non volle saperne di entrare nei fornelli per la consueta cottura del pranzo di giornata. Mia madre, disperata, mi urló di correre da Armando e farlo venire a controllare: immancabilmente, dopo alcuni minuti, si presentó a casa nostra.
Ricordo che, armato di chiavi, chiavine e chiavette di ogni sorta, smanettó con un fil di ferro in quelle bocchette d'ottone fino a quando, ad un certo punto esordí verso mia mamma, dicendo:
«Signora, c'ha un sulfu?»
Ora: mia madre, come ho giá scritto, ha sempre conservato la sua “friulanitá” quasi rifiutando d'inserirsi nella nuova realtá piemontese e, quindi, non accettando il capire o (tentare) il parlare quel dialetto, a lei, straniero.
In questo contesto, a tale domanda, la sua faccia divenne una maschera di terrore!
«Cosa?», furono le sue uniche parole!
«…, un sulfu, signora! Un sulfu, che diamine! Avrá un sulfu in casa!», ribattè il prode Armando.
A quel punto io mi trovai disteso per terra dal ridere e, dopo aver riassaporato la piú che stupita faccia di mia mamma, le dissi con la pancia tra le mani:
«…, un fiammifero, mamma, vuole un fiammifero!».

Voló la classica ciabatta del genitore in gonnella che, come sempre, neanche mi sfioró con la scontata urlata:
«potevi dirmelo prima, no?»

La breve parentesi (spero simpatica) che dovevo al cordiale e vulcanico Armando deve chiudersi (mio malgrado), per far tornare il discorso nel giusto binario.

In questo (allora) lento e tranquillo scorrere caduco (carino, vero quest'aggettivo? Volevo scrivere lo scivolare del tempo, …), passarono gli anni! Crebbi! Incalzarono i miei 18 anni e l'agognata maggiore etá! Ormai, giá da qualche tempo, i miei genitori volenti o nolenti, allentarono le tenaglie di quel tanto da consentirmi di frequentare, al pari dei pochi coetanei, sia le modeste balere che si innalzavano in occasione delle feste patronali nei paesi limitrofi, sia la discoteca “Lanterna Blu”, anch'essa lí a Gaminella e, all'epoca, vero ritrovo per tantissima gioventú, spesso, dei paesi limitrofi e non.

il complesso bar, ristorante di Gaminella

(La foto di cui sopra non è di quegli anni, al contrario: relativamente recente. Non avendo immagini della discoteca di allora vi dovete accontentare di questa illustrazione, nella quale il ristorante fá bella mostra di sè; la Lanterna, sarebbe proprio lí, sulla destra.
A proposito: la vedete la casa a sinistra? Era quello il vecchio tabacchino giallo oggi, purtroppo, ripitturato: peccato!
).

(Per un'interessante presentazione vi rimando al sito del ristorante: vai alla pagina Lanterna Blu).

All'inizio, la frequentazione in discoteca, si limitó al pomeriggio ma, di lí a poco, fu esteso al sabato sera; l'inseparabile amico d'infanzia, Dario condivise quelle serate, per noi, elettrizzanti ma, soprattutto, grazie all'occhio benevolo e simpatico di Claudio, titolare della discoteca, al quale ricambiammo spesso la cortesia raccogliendo i bicchieri sporchi sparsi per la sala. Con a fianco il grande e fedelissimo amico (che purtroppo persi totalmente di vista di lí a poco), disposi dei mezzi per assistere ad alcuni concerti (ribadisco, per me eventi eccezionali) di cantanti e gruppi (allora) emergenti:
tra questi, Leano Morelli, i Daniel Sentacruz Ensemble, con uno spettacolo nello spettacolo nel momento in cui, i due fratelli del gruppo, improvvisarono un flamenco a quattro mani con la stessa chitarra (da brividi); la Bottega dell'Arte, i Matia Bazar, nonchè i Santo California. Un gruppo africano dal nome ‘M Bamina, nel quale il batterista italiano (unico bianco) era incredibilmente capace.

Ascoltai, nel frattempo, con orecchio attento tutte le varie Orchestre da Ballo che si susseguivano alle vecchie balere in legno, montate solo per quell'evento, durante il giorno (al massimo tre) dedicato al Santo Patrono di paese. Io, ad ogni modo, riuscivo ad essere sempre vicino al batterista o al bassista, non perdendomi rullate e Giri di Do, lasciando il problema del ballo agli altri presenti.

Le circostanze rafforzarono anche il rapporto venditore/cliente con l'ormai amica commessa del Disco di Casale perchè, finanze permettendo, cercai quelle canzoni che conobbi alle esibizioni a cui assistetti. Frequentando, inoltre, la discoteca, divenni anche amico del Dj (il, per me, famoso “Gigi in discoteca, grazie”, frase immortalata a sua insaputa su un nastro), tanto da trasmettere anche a lui la mia grande passione, che ricambió, appunto, incidendomi un buon numero di cassette (proprio in uno di questi fu involontariamente incisa la fatidica frase di cui sopra) con i motivi della Disco Music che andavano per la maggiore.

Giunse, cosí, il lontano 1979, vero principio del mio cammino musicale e della collezione che germoglió di conseguenza. A maggio di quell'anno, infatti, improvvisamente all'alba dei miei 19 anni ricevetti la cartolina, quella che era la fatidica chiamata “alle Armi”, destinazione 2º Battaglione Alpini Mondoví, di stazza a Cuneo: fu, per me, l'inizio di una vera libertá, al contrario di ció che reputavamo, noi giovani, dell'epoca il servizio militare.

Solo tre mesi piú tardi, peró, si concretizzó un altro mio sogno: in luglio, difatti, dopo aver effettuato tutte le domande e visite di rito (l'anno precedente, in concomitanza dell'ineluttabile “visita di leva”) e aver superato l'ultimo esame il 30/6/79, venni trasferito da tale decorrenza al Corpo Militare del Genio Ferrovieri, con sede a Torino.

immagine del fregio del genio ferrovieri

(Qui a sinistra/alto, il fregio del 2o Battaglione Genio Ferrovieri).

La mia passione per i mezzi di trasporto su rotaia (treni soprattutto, ma pure tram, per intenderci) mi fece tornare nella cittá natale e sempre amata; forse, le rotaie, non sono direttamente collegate alla musica ma, contribuí molto nel coltivare il senso sonoro.
Grazie alle specializzazioni che conseguii in quel 2º Battaglione cominciai, realmente e finalmente, ad avere una certa disponibilitá monetaria. Con la spensieratezza dei vent'anni senza particolari problemi esistenziali, inizió la (fino a quel momento, repressa) possibilitá di cercare qualche canzone rimasta dentro me fin dall'infanzia che, per i motivi che ormai conoscete, non riuscii, fino ad allora, a possedere completamente: da vero principiante in materia ricordo che, addirittura, non ambii a edizioni particolari (anche se, all'epoca, circolavano solo dischi, cassette e qualche sporadica cartuccia Stereo 8, ma per i quali serviva l'autoradio)! Sognai soltanto di scovare quelle canzoni!

Spero la memoria non mi inganni, ma ricordo quasi perfettamente che, i pezzi punto di partenza furono:

Non ridete: lo so! Sono canzoni famosissime! Peró allora, per me, furono mete raggiunte!

Iniziai le ricerche attraverso i classici negozi che il capoluogo piemontese offriva; in quel momento la cittá proponeva davvero ottime scelte:
da “Maschio”, frequentatissimo negozio in piazza Castello, rifornito in modo esagerato, a “Ricordi”, in via Roma, altra fantastica alternativa al commercio della piazza. Questi esercizi erano, probabilmente, i piú rappresentativi, ma la scelta era davvero piú vasta: c'era di che sbizzarrirsi, davvero!

Trovai, dunque, le sospirate canzoni incise in raccolte o ristampe su nastro e ne fui davvero felice, …, … fino a quando conobbi, tra le mie esplorazioni, un commerciante che aveva il tipico negozietto tra i pilastri dei portici di piazza Carlo Felice, in pratica di fronte alla stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. Non ricordo il suo nome, ma fu abilissimo nell'inculcarmi un fanatismo cosí grande per i dischi e, quindi, la musica leggera, che non riuscii piú a farne a meno; anzi, dopo che mi convinse a convertire ogni mio fiero nastro in altrettanti vinili …, …, …

…, …, vi lascio ad una punta di suspance!

Fine pt. 5.

Paolo, © 12/XII/2011.

Pagine

4 Domande…
A passeggio con Luca
Amici ESCC/79
Archivio
Collane '70
Dedica dal Cuore
Essere o Non Essere?
Canzoni al G. Canyon
Il CICoM
Il Disco ESCC/79
Indice Brani
Enciclopedia Marchi
La Mia Storia
Le mie Ricerche
Oggetti Dimenticati
Aggiornamenti in Sequela.
Tram e Canzoni
Un Libro, Un Book
Un Tocco di Jazz
Una nota qui, una lá

Vai alla Home Page di ESCC/79.

Vai alla Pagina le Nostre Recensioni.

Vai alla La mia storia.

Vai alla La mia storia, Pt.2.

Vai alla La mia storia, Pt.3.

Vai alla La mia storia, Pt.4.

Vai alla La mia storia, Pt.6.