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La mia storia, pt.4

Come state, dopo aver letto le precedenti puntate, di …, 'sta roba? Stufi? Ad ogni modo io continuo (ormai, mi i l'hai pié l'ándi, …, ehm! … ho preso il via, a volte mi Luca-fizzo): perchè lasciare questo racconto a metá? Mi raccomando patatine e pop corn!

il radio giradischi blaunkpunt protagonista

(a sinistra il mobile stereo protagonista in questa parte; purtroppo non ho potuto inserire la foto originale dell'apparecchio perchè finito tra le acque dell'ultima alluvione casalese. Le immagini del motore Google mi hanno peró regalato una foto molto vicina al mobile dei miei genitori).

Ho accennato, alla fine della terza parte, che la musica tra quelle mura domestiche era un di piú, a cui dedicare poca (molto poca) attenzione: la situazione piú strana (forse figlia del raccontato tentativo di adeguamento familiare al mondo moderno) fu che, in questo contesto, mio padre compró, all'epoca, un impianto sonoro sostanzialmente di tutto rispetto (ricordiamo di adattare sempre le situazioni agli anni in questione); finí purtroppo prima mangiato dalla polvere e, quindi, inghiottito dalla piena di papá Po, durante l'ultima sua esondazione autunnale.

una spettrale immagine di quei tristi giorni

(a destra, una spettrale immagine aerea di quei tristissimi giorni del 2000).

(Foto dal sito RAI, vai alla Home Page RAI).

Un moderno mobile radio/giradischi stereo, Blaupunkt, tanto possente e stilizzato quanto sporadico nel suo utilizzo; si limitó, infatti, a funzionare solo in qualche festivitá, in particolar modo alla domenica che, allora, era davvero un giorno di riposo da trascorrere in famiglia e non tra le irritanti code (auto)stradali (anche se, qualche rara volta, successe anche a noi di essere a diporto).

La stretta presenza (ed uso) del genitore fu fondamentale; al pari dei soliti dischi che girarono (facendo sempre attenzione di non sbagliarne il lato) fu un'altra costante. Una canzone nuova era un evento, come accennato!

Ad ogni modo la mia etá oscillava tra i cinque/dieci anni, per cui immagino che mio padre, dopo aver pagato una cifra ragguardevole per quel Blaupunkt, temesse un mio irresponsabile utilizzo del giradischi; anzi, ricordo che (a detta dei miei genitori) fu un acquisto talmente importante che, la ditta costruttrice tedesca, regaló un disco extended play stereo, della Columbia e importato dal marchio VCM, per osannare l'ascolto di quel gioiello tecnico: ribadisco il tener conto dei tempi!
La puntina del giradischi (non ancora definibile piatto) era una sgrana-solchi, seppur relativamente: il suono che il gioiello regalava era davvero ottimo.

la front-cover dell'ep Columbia la retro-cover dell'ep Columbia

(sopra, il front e, a seguire, il retro-cover del fantastico 45 che, immancabilmente, oggi è raccolto tra i suoi simili in ESCC/79).

(qui sotto, un frammento del bellissimo HAWAIIAN WAR CHANT, dei The Hawaiian Hula Boys, protagonisti nel 45).

A tal proposito (e per rendere l'idea di quanto poco fosse considerata la musica in casa Pandin) ricordo un aneddoto (tra i tanti) su tutti; il periodo in cui Celentano incise il famosissimo brano, “AZZURRO”, di P. Conte (lascio a voi la libertá di calcolare la mia etá di quei giorni: come dite? …, riguardo al cantante? Giá! Proprio lui! Fin d'allora, …, segni del destino?): io persi la testa per quel brano! Per averlo? Dovetti riceverlo quale regalo (in 45 giri, si badi bene) dal nostro caro amico Remo, il generosissimo giá menzionato fautore delle mie passioni e ire granata, il proprietario del negozio di alimentari a Pozzengo, il paesino limitrofo che ci accolse per un breve periodo, al nostro trasloco da Torino!

la tele blaunpunkt in casa nostra un poster blaunpunkt dell'epoca

(sopra da sinistra, un modello simile alla nostra trovata sempre tra le immagini di Google; a seguire un poster che ricordo tra le istruzioni della tele). Il poster, dal sito Vepca, vai alla Home Page Vepca.

Capitolo televisione: giá presente in casa nostra, anch'essa di marca Blaupunkt ma lontana parente di quella attuale! Forse per la mia tenera etá la ricordo piacevolmente e, fortunatamente (con tutti i limiti del caso per la precedente affermazione), seguimmo molti programmi canori trasmessi: ció contribuí a imprimermi tante canzoni, probabilmente ascoltate tra i varietá e festival canori che andarono in onda.

Il mio livello di istruzione si ferma al diploma di licenza media, conseguita alla Scuola Media Statale, Fulvio Opezzo di Cerrina, capoluogo della vallata omonima ed ad un paio di chilometri da Gaminella; avendo, peró, una leggera predisposizione per gli studi tentai la scuola superiore, frequentando l'Istituto Tecnico Statale Leardi, sezione Geometri, di Casale Monferrato: mille ragioni che porterebbero fuori tema fermarono ogni velleitá di ottenere il diploma di scuola superiore.
Quella nefasta esperienza, all'inizio degli anni '70, ebbe uno spioncino positivo perchè conobbi una pallida (ma molto smunta: in pratica, quei soldi della timida elargizione monetaria settimanale) potenzialitá di comprare, in prima persona, qualche 45 giri, proprio in coincidenza con i brumosi studi a Casale (che vorrei tanto cancellare dalla mente)!
Ammettere, tuttavia, di pensare a qualsiasi forma di collezionismo sarebbe esagerato (anche se qualche segnale c'era! Ricordo, in piú, una certa attitudine nel cercare dischi e capire, semplicemente dalla foggia della copertina, se un disco fosse “interessante”): devo, comunque, accettare che con le mie “puntate” al negozio “Il Disco” della cittá, la commessa mi conobbe abbastanza bene e non risparmió consigli sulle novitá del periodo. Tanti, davvero moltissimi ricordi; su tutti, DYNOMITE, di Tony Camillo's Bazuka, un portentoso brano rock/disco music che, a mio modesto parere avrebbe dovuto godere di maggior gloria (nooo! Non quella del bravo Umberto Tozzi).

(Le poche note dovrebbero sottolineare la portentositá del pezzo).

Morale dell favola? …!

In tavola…, …!
No! Anche questa fu un altra scenetta pubblicitá di Carosello
!

(Per i piú curiosi: vai al Carosello Gran Pavesi).

il mio primo registratore

(a destra, ancora google in aiuto: immagine del mio primo registratore).

…, Usai (tante volte di nascosto) quel giradischi del Blaupunkt paterno e, spesso, per registrare i miei acquisti col primo Telefunken a cassette (mono, per caritá) che mi regalarono per, …, lo studio (adoperato, invece, ben presto per l'amata musica), togliendo qualche ragnatela alla puntina del fonografo: sfortunatamente fu un'operazione inutile! Quel gioiello epocale di stereofonia patí lo scarso utilizzo per, infine, navigare a mare!

Le Compact Cassette, o meglio, cassette divennero sempre piú presenti con prezzi, via via, contenuti e raggiungibili da chiunque; cosí altri brani me li feci incidere, invece, dai pochi amici del mio paesino di crescita, Gaminella, nelle vicinanze di Casale, ottenendo peró sempre registrazioni piuttosto scadenti.

Parafrasando il titolo di una canzone di Claudio Villa, intitolata LA COSA PIÚ BELLA, partecipante all'edizione 1971 della gara canora televisiva Canzonissima,

carina, vero? Dicevo, la cosa piú bella che escogitammo fu il metterci assieme e formare un complessino: Amedeo alla tastiera (ehm! Pianola), Gabriele alla chitarra ed il piú bravo di tutti, anche perchè a scuola di musica con un vero maestro. Dario, col suo piffero in plastica: anch'egli con qualche nozione ma a livello di scuola media. Infine Vittorio, alla batteria che al pari di me alla tastiera (non esageriamo di nuovo: l'altra Bontempi) accennata prima, suonavamo ad orecchio.

Il nostro pezzo forte era “SNOOPY”, del maestro Johnny Sax, ma facemmo davvero poco altro anche per le barriere imposte ad ognuno di noi.


Qui sopra un refrain della nostra migliore performance, …, …, come dite? Non stiamo suonando noi? Altrochè, …! Ammirateci in questa posa: una parte del gruppo in pieno relax, dopo aver finito di suonare il nostro cavallo di battaglia, …!

relax dopo le fatiche

…, …! Vá beh! 'Sto a scherzá! 'Sto a scherzá! Mi avete colto sul fatto e, …, surgelato all'istante!
Il refrain è tratto dal vero 45 Snoopy, di J. Sax, ProduttoriAssociati PA/NP 3230, datato 1974.

Per lo piú, onde non passare le mie adolescenziali giornate estive a bighellonare tra le vie del paese, mio padre fece in modo che guadagnassi un piccolo gruzzolo lavorando alla fabbrica della quale vivevamo l'appartamento annesso; non fui affatto felice per quella decisione, ad ogni modo, il piccolo compenso che ricevetti mi consentí l'acquisto di un nuovo apparecchio di registrazione.

il monoscopio Rai al tempo del bianco e nero

(a destra, il monoscopio RAI prima dell'avvento al colore).

(La bella immagine è ricavata dal bel sito, Firenze Media, vai alla Home Page FM).

Piú serio, con marchio Philips (allora molto quotato), fu un bel passo in avanti, perchè ebbi per le mani un pezzo di gran lunga migliore del “povero” Telefunken. Orgoglioso, col mio neo deck sempre in azione, conobbi un'altra circostanza che rese il mio orecchio attento a nuovi movimenti musicali, grazie all'apporto della televisione di stato, in altre parole la RAI.
Nei primi anni '70 l'unica emittente captabile (escludendo le timide apparizioni della Tv Svizzera Italiana, Capodistria e, solo qualche tempo dopo, Tele Monte Carlo), non trasmetteva incessantemente ma, la messa in onda dei programmi, era relegata a determinate fasce della giornata. Un quarto d'ora circa prima dell'inizio di ogni fascia, i tecnici Rai sostituivano il segnale di fase del monoscopio (il, da noi, conosciutissimo «Uuuuuuuu») con brani orchestrali di vario tipo: ascoltati spesse volte per caso, mi appassionai talmente a quei motivi che attesi i quindici minuti musicali tutte le volte che gli impegni me lo permisero, incidendo in tal modo molti nastri, grazie anche alla comparsa di un nuovo televisore a colori, con tanto di uscita audio da collegare via cavo direttamente al registratore. Finalmente i miei brani incisi non furono corredati da rumore di stoviglie, sedie spostate e quant'altro che mia madre, guarda la combinazione, proprio in quei precisi frangenti, …, …!

Fui, ad ogni modo, davvero colpito da quelle esecuzioni strumentali e armoniose al punto che, ad oggi, buona parte della collezione consta di dischi tra i quali si annoverano Direttori d'Orchestra Mondiali, anche tra i meno conosciuti.

In conclusione di questa parte, la sequenza delle cover dei 45 collegate ai refrai dei tre brani accennati; sotto, quindi, da sinistra/sopra in cover generica (acquistata effettivamente cosí, in quel di Casale Monferrato), Dynomite, AΜ Records AM 45069, (1975): dedicato ai tanti appassionati, esiste anche la cover fotografica del 45. A seguire La cosa piú bella, CETRA sp 1468, (1971); a concludere, Snoopy, ProduttoriAssociati, PA/NP 3230, (1974).

cover generica dynomite cover la cosa piú bella cover snoopy

Fine pt. 4.

Paolo, © 17/IX/2011.

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