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Il Consorzio del Disco

12. Le prime regole

Quadro 1

Nello scrivere sulla prima caratteristica da stilare ho, peró, precorso i tempi; intanto, è doveroso precisare (anche a causa della soluzione “ssdl”): gran parte degli incontri, scambi notizie e dati, avverrebbe via internet, chiaramente (anzi, quasi forzatamente), valutata l'ormai portata mondiale della rete telematica e la consolidata presenza di computer casalinghi, ad essa, collegati. I due convegni dei Grandi 20 servirebbero per un fisiologico bisogno di parlarsi apertamente, confrontarsi faccia a faccia e scambiarsi idee ed opinioni difficilmente proponibili mezzo e-mail, classica lettera postale o telefono.
Ció premesso bisognerebbe, pertanto, accordarsi con un fornitore di dominio/hosting confacente alle esigenze del CICoM; dopo questa scelta, il lavoro piú impervio, sarebbe costruire, analizzare e verificare il Database, scelta inevitabile per l'archiviazione di quantitá industriali e qualitá di dati da inserire e per soddisfare qualsiasi tipo di ricerca da parte di terzi (ma anche nostra) di informazioni complete e che, quindi, fungerebbe quale cardine imprescindibile alla Banca Dati del CICoM.

I moderni e potenti DBMS (quasi totalmente relazionari) permettono il poter lavorare contemporaneamente e a distanza, dividendo i compiti tra utenti non a stretto contatto di gomito; i volontari che accettassero la partecipazione a questa prima grandissima stesura (che potrebbero acquisire ipotetici punti elettivi per ambire a livello maggiore, valutabili in base all'applicazione do ognuno), accorcerebbe prima di tutto il tempo necessario per la compilazione (scrivere “completamento”, ora come ora, è semplicemente fantascientifico, come l'andare a piedi su Marte) del database di fondo, con il vantaggio di raccogliere una quantitá maggiore di dati provenienti, infatti, da piú persone: insomma! Una falsariga della spettacolare Wikipedia ma, in questo caso, una Banca Dati esclusivamente dedita alla musica, tutta. Al suo collezionarla e conoscerla nello e nella specifica, catalogando qualsiasi supporto conosciuto: dagli albori all'attualitá.

La successiva elaborazione dovrebbe essere il cercare di capire quali domande potrebbero porre gli utenti del CICoM; oltremodo se lasciare il libero accesso alle informazioni oppure solo dietro iscrizione, naturalmente, gratuita, cosí da monitorarne le presenze e le frequenze degli individui; onde verificare l'autenticitá della persona, oltre ai dati anagrafici puri, si potrebbe richiederne il codice fiscale.
Detto ció si cerca di carpire le richieste piú probabili al database tra le quali, senza dubbio, quella ovvia sarebbe:
«…, …, ho questo disco, quanto varrá?».

Quadro 2

Logicamente la mole di lavoro descritta al precedente paragrafo è condensata in poche righe; ma la domanda finale riporta a quei famosi parametri di cui sopra, eludendo le classiche risposte, di seguito, riassunte:

Giá! Quanto vale davvero un supporto?

«…? Ai posteri l'ardua sentenza: …»

…, scrisse il nostro grande poeta, Alessandro Manzoni nella sua indimenticabile ode “Il cinque Maggio”. La difficoltá reale è riuscire a superare quelle valutazioni personali, pensate esatte e inconfutabili da ognuno di noi.

cover 45 giri  la canta, complesso i romagnoli cover 45 giri sono qui con voi, caterina caselli cover 45 giri ep venerdi e sabato santi, coro assisi cover 45 giri renatino e la coscienza, renato rascel

Eccoci, come le foto qui sopra dimostrano, davanti ad un caso emblematico: una serie di 45 giri, in numero di quattro, dove il terzo è un Extended Play (45 a quattro brani), cosí riconosciuti:

La scelta dei dischi, relativamente casuale, mi è stata dettata anche dalle parole di R. Salvetti, (vai alla risposta di Robyx) ma fotografa in pieno l'intricata problematica alla domanda di cui sopra: che valore ha ognuno di questi quattro dischi, in formato 45 giri dei quali, ribadisco, il terzo, è addirittura un EP?

Sono quasi certo che, avendo la possibilitá di chiedere a tanti di voi (del settore o meno), otterrei una miriade di risposte diverse; a tal proposito potrei, infatti, aggiungere un esempio che rafforza il pensiero del mio grande amico Manlio, del sito 45Mania (vai alla sua risposta) quando, solo pochi giorni or sono in uno dei siti piú battuti dai collezionisti ho notato una situazione che, forse (e secondo me), ha dell'incredibile:
Due dischi diversi made in Italy, di due cantanti molto conosciuti, peró uno dei due a livello internazionale, il secondo (senza dubbio) notissimo in Italia ma non, nel mondo, quanto il suo collega. Sul formato del disco del primo interprete è utile specificare che trattavasi di LP, 33 giri datato 1965; su quello del secondo, un normalissimo 45 giri, primi anni '70: bene! Pensate che il prezzo del 33 giri si aggirava attorno ai 20 €; il prezzo del secondo, …, …, si attestava oltre i 250 €”.

Fin dall'inizio del mio cammino CICoM ssdl ho specificato che non mi permetto (nè mai lo faró) di giudicare l'operato di qualcuno, infatti, sono rimasto molto nel vago per evitare allusioni specifiche; ma, nella situazione appena descritta, c'è qualche cosa che non vá come dovrebbe andare: penso ne conveniate! O, almeno, in questi termini!

Quadro 3

Un fatto è certo: qualora, di proposito, senza opportuni valori base di raffronto, ma solo giustificando ed argomentando le sentenze di cui, qualche esempio, al Quadro 2, il prezzo di un Long Playing sia superiore a quello di un Normal Play non è circostanza generalmente plausibile perchè, nella realtá, non è cosí, tantomeno mai lo fu (neanche nel caso di raffronto con 45, formato Extended Play).

Una siffatta situazione dovrebbe, immediatamente, far riflettere molti amici collezionisti e guidarli a chiedere, loro stessi, la presenza di un qualcosa che sia un cardine irrinunciabile a cui riferirsi: il faro, ovvero, il CICoM. Immagino conveniate quando scrivo che un 33 giri qualsiasi ma, soprattutto quelli pioneristici dei primi anni '50 per giungere a quelli fine '70 (momento in cui il divario 33/45 è stato sovvertito), anche per la loro particolare conformazione, hanno sempre avuto un prezzo (e valore) maggiore rispetto a qualsiasi 45 giri: perció, una simile disparitá, è improponibile.

Ad un certo punto, entra, peró, in gioco il collezionismo e, di conseguenza, la raritá del pezzo.

Assodato ció, poniamoci nuove domande esaminando, magari, il primo dei quattro singoli raffigurati sopra. Sono convinto che siate d'accordo con me se valutassi (cosí, a naso) 1 € lo stesso disco nessuno fiaterebbe, anzi! Qualcuno penserebbe a cifra ben al di sopra del suo reale valore.

Spero di avervi fatto sorridere: ma la mia esagerazione nasce dal fatto che non si puó basare il valore di un bene soltanto sull'esperienza o valutazione personale perchè è facile cadere in errore per un'ignoranza (chiarisco: mancanza di quella particolare nozione) non voluta. Mi é giá successo di dialogare con alcuni vate indiscussi del collezionismo musicale e scoprire lacune (se vogliamo) anche gravi, in alcune loro certezze.

Un altro esempio calza a pennello; qui sotto la fotografia di due 33 giri di Roberto Negri e la sua Orchestra:

frontcover 33 giri disco a gogó 3 frontcover 33 giri da lui a lei

Da sinistra:

  1. DISCO A GOGÓ, N.3, Pianoforte e Orchestra: Roberto Negri; CLAN BF/LP 505, 1969.
  2. MI SONO INNAMORATO DI TE…, lui a lei, Roberto Negri e il suo Pianoforte, con Accompagnamento di Ritmi; JAGUAR JGR 74008, 1970.

Ora: perchè, a sola distanza di un anno, tra la prima incisione e la seconda di uno stesso artista, con un grado di reperibilitá dei due vinili, pressochè, equivalente, per mettere le mani sul primo ho dovuto sborsare una cifra valutabile sui 100 € e, al contrario, il secondo con una cifra documentabile a meno della decima parte (8 €) sono riuscito a portarlo a casa?

Quadro 4

Ovvio: il Disco a Gogó è un'incisione Clan! E questo è sufficiente per aumentarne il prezzo a dismisura?

Succede, comunque, anche di peggio! Il maestro Roberto Negri non è molto conosciuto quale artista da collezionare, quindi (a meno di non incontrarlo nell'etichetta citata) pochi ne valutano il possibile potenziale. Un certo Guidone (nome d'arte di Guido Crapanzano oggi affermato imprenditore, ricercatore scientifico e numismatico - per una sua completa biografia vi rimando a Wikipedia, vai alla pagina Guidone Cantante - ), al contrario, oggi quando ormai la maggior parte dei collezionisti e commercianti lo riconosce quale cantante appartenente alla scuderia Clan, vede i prezzi di tutte le sue incisioni, spesso, alle stelle ma, sfortunatamente, non per la sua bravura o charme canoro (di provata innegabilitá): solo e soltanto per la sua appartenenza al marchio di Adriano. Capita, infatti, sovente di leggere o sentir giustificare il prezzo alto perchè:
…, …, far parte (ex) del Clan, …, …

Con queste premesse, il prezzo di quel singolo ad oltre 250€ occuperebbe una diversa valenza, se realizzato con la “x-esima” offerta, dietro contesa d'asta a partire, peró, dal suo reale valore.

Un altro esempio puó rendere l'idea di quanto difficile possa essere dare una vera risposta alla domanda sul reale valore di un supporto.

33 originale omonimo de i santo california 33 ristampa dello stesso 33

Guardate bene queste due cover sopra. Entrambe, 33 giri del gruppo I Santo California: si tratta dello stesso disco “Se davvero mi vuoi bene… / Torneró” e, le due copie, sarebbero perfettamente uguali se non fosse per quel triangolino disegnato in alto a sinistra (nella copertina del 33 a destra) che lo caratterizza quale stampa postuma, o meglio, “aborrante” (per qualcuno) ristampa dell'originale YEP RECORD 00446, inciso nel ormai lontano 1974 (praticamente il 33 a sinistra).
Edito della serie Ricordi-Orizzonte, datato 1977, in pratica tre anni dopo l'uscita del suo originale, la ristampa Ricordi, ORL 8092, (naturalmente a parte l'etichetta), è praticamente identica al suo originale.

Quale valore dare a ciascuno dei due dischi, ponendo (a titolo d'esempio), che l'originale valga XX00 € e che (da quel che so) la difficoltá di reperimento é praticamente uguale?

Quadro 5

Tutti siamo d'accordo sul dare meno importanza e, quindi, valore, al secondo disco ma di quale quantitá minore? E, calcolando che pure la ristampa, in questo caso, ha i suoi bravi annetti, non ha un suo fascino anch'essa? Non immaginate quante volte, io, abbia battuto questo dolente tasto perchè ben pochi considerano lo charme intrinseco di una ristampa.

Analizziamo un altro esempio relativamente interessante; senza scomodare impossibili dischi che soltanto (quei) pochi fortunati accennati all'inizio conoscono (e, probabilmente, li hanno tra i loro tesori), approfondiamo la conoscenza di un 45 relativamente comune: “John Brown (Glory Glory Halleluiah) / Cavalca Cow-Boy”, interpreti I Marcellos Ferial, incisione Durium CNA 9193, 1966.

Cover 1

front-cover dell'edizione 1 del singolo retro-cover dell'edizione 1 del singolo

Cover 2

front-cover dell'edizione 2 del singolo retro-cover dell'edizione 2 del singolo

Cover 3

front-cover dell'edizione 3 del singolo retro-cover dell'edizione 3 del singolo

Spero possiate ammirare le fotografie, rispettivamente front e retro cover, appaiate (come sarebbe nelle mie intenzioni): senza dubbio noterete quanto le copertine presentino singolari differenze di stampa. Non conosco effettivamente la loro reale apparizione sul mercato discografico ma, studiando alcuni particolari evidenti, immagino, siano apparsi realmente nello stessa cadenza in cui li ho presentati.

La prima domanda da porsi è:
«Quanti di voi, collezionisti e non, conoscevano l'esistenza di queste (almeno) tre versioni ci copertina?».

La seconda domanda, invece, piú ovvia:
«Hanno valori differenti? Se cosí fosse, di quanto?».

Rieccoci, cosí al Faro; alla nascita dell'approdo sicuro. Ai natali del CICoM ssdl su cui fare riferimento in ogni caso: sebbene possa, un giorno, veramente vedere la luce tale consorzio, nulla vieterebbe al venditore di aumentare o diminuire il valore di un proprio bene. Anzi! Credo che giovi a tutti: commercianti e/o collezionisti!

Pensate, un attimo, ad un'inserzione con la seguente dicitura:

…, contro un valore CICoM, 0000, vendo 33 Xyz in offerta, a 0000, …

O, anche:

…, valore CICoM, 0000, asta 45 Kjn, a partire da 0000, …

Non sarebbe tutto piú lineare e chiaro?

Tutti, peró, dovrebbero credere nel Consorzio; purtroppo, a ben poco servirebbe (come mi ha suggerito il buon Matteo, vai alla risposta) fossi soltanto io a rifarmi alle nuove regole (che essendo soltanto decise dal sottoscritto mi porterebbero alla stessa situazione odierna) quando nessuno le conosce ed, ovviamente, osserva.
Pertanto la prima norma dovrebbe essere, “Abbandonare le proprie convinzioni, credere, basarsi ed osservare le regole fissate dal CICoM”: da tutti, indistintamente. Si creerebbe un'equilibrio di massa tra i collezionisti che parlerebbero, in tal modo, la stessa lingua grazie ai Parametri studiati ad uopo.

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