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Il Consorzio del Disco

10. Una guida; un faro nella tempesta

bellissimo dipinto ad olio di un faro in tempesta

Ecco che, a questo punto, ci vorrebbe una guida per tutti: un faro. Una costruzione solida, luminosa, facilmente raggiungibile e chiara, che affronti le procelle, i tifoni, le tempeste e i canti ingannevoli delle sirene. Un punto sicuro a cui far riferimento, come la stabilitá che incute il faro della tela del maestro, Andrea Del Pesco, pittore milanese diplomato all'Accademia di Belle Arti di Brera e davvero dotato di ottima tecnica (sono rimasto quasi un'ora a contemplare e decidere quale quadro scegliere); anch'egli ha acconsentito con entusiasmo nel farmi pubblicare la foto del suo fantastico dipinto, ma per maggiori dettagli sui suoi lavori e dettagli della sua vita, vi rimando al suo sito, vai alla HP Andrea D. Pesco. Resterete entusiasti.

Questo “Argonauta senza timore” puó essere rapportato ad un “Consorzio”, una vera associazione di fatto, quindi, con addetti pronti a dipanare le intricate matasse delle discografie; divisa per genere musicale, ogni incaricato (in base anche alle competenze e preferenze personali) sarebbe indirizzato e specializzato per il proprio ramo di competenza: non un qualcosa relegato ad un'accozzaglia di semplici libri e/o riviste.
Attenzione alla definizione, “Accozzaglia”: mi raccomando! Non intendo assolutamente screditare chi si prodiga al massimo per la stesura di una sua (quasi sempre) bellissima operativitá: accozzaglia perchè, nella maggioranza dei casi, restano pubblicazioni fini a se stesse. Parecchie, forse troppe; e che, purtroppo, tendono ad entrare in contraddizione oltre ad essere incomplete.

Accozzaglia, ancor di piú, perchè mi sono sentito dire da un autore:
«…, guarda, peró, che se mi porti un disco tra questi che ho valutato, …, …, non ti dó quella cifra lí scritta, anche se nuovissimo! …, …».

Accozzaglia in quanto, essendo opere poco conosciute ai piú, non sono pubbilicizzate a dovere e, senza un indirizzo ben preciso, nelle edicole vagano spesso (quando presenti) sperdute sotto montagne di altre pubblicazioni che nulla hanno a che fare con l'argomento in questione: solo alcuni edicolanti, piú coscienziosi, tentano nel creare una sorta di spazio (limitatissimo) a questi periodici musicali.
Non basta ció: difficilmente tra gli esercizi dedicati al settore (tanto trattino il nuovo quanto l'usato), spiccano oggi le suddette pubblicazioni a far sfoggio del loro sapere. Una vera eccezione fu la catena discografica “Ricordi”, pur se bisogna risalire e considerare il suo periodo d'oro quando, in auge e non risucchiata dalle moderne multinazionali, fu un centro cultural-musicale di assoluto rispetto (e oltre): un vero fiore all'occhiello per chiunque si avvicinasse a qualsiasi progetto.

Persino l'autorevole rivista “Musica & Dischi”, in Italia la pubblicazione piú importante, professionale e longeva, è di difficile reperibilitá; fortunatamente solo grazie all'istintiva scrupolositá di qualche negoziante o edicolante, trova il giusto spazio tra i loro scaffali. Oggi, comunque, magistralmente diretta dal dott., M. De Luigi, puó anche essere consultata nel web all'indirizzo che parte, ovviamente, dalla HP M&D.

Rimangono, peró, nell'insieme pubblicazioni a livello semi/nazionale, quando bisognerebbe forzarne questa loro giurisdizione, ripeto, molto locale (torno a scrivere che, alcune, sono davvero molto belle, affidabili e serie) uniformandone la distribuizione e conoscenza al livello totalmente nazionale che meriterebbero. Circostanza resa ancor piú fastidiosa dal'approssimazione piú totale dei dati e valori inseriti che, tanto la raritá, quanto la valutazione, subiscono la soggettivitá di ogni autore (come se non bastasse la precedente parentesi talvolta, alcuni presuntuosi esperti, si denigrano a vicenda), dipendono dalla territorialitá e, cosa ancor piú grave, dall'interesse proprio dell'artefice.
Lo stesso tranello lo si nota in rete (consideramo, ad esempio, le inserzioni su e-bay? Togliti la curiositá; vai alle inserzioni e-bay) che ha aperto ancora di piú la falla: quante volte, un disco, è presente almeno tra una trentina di annunci diversi, con i prezzi piú disparati? E non si tratta di piccole discrepanze, cosa che potrebbe anche starci; a volte si notano differenze di centinaia (se non, addirittura, migliaia) di Euro.

Seconda lancia da spezzare pro-caos: difficilmente, giá a partire dagli anni '50, i marchi discografici si sono prodigati (in Italia) nello stilare cataloghi di qualitá con dati certi sulle pubblicazioni, quantitá di articoli immessi nel mercato musicale, con tutto ció che renderebbe sicura la ricerca di determinate incisioni da colui, fan, di uno (o piú) determinato artista.
Qualche marchio, da par suo, ha stampato una sorta di catalogo, ma sempre ben lontano dall'essere completo e con inserzioni, a volte, sbagliate; persino l'autorevole e accreditata rivista tra le riviste, “Musica & Dischi” (appunto), unica nel suo genere e, fondalmentalmente, conosciuta da chi mastica musica (anche se lontana dal mondo collezionistico) qui da noi, è stata spesso tratta in errore dalle informazioni giunte dalle varie Case Discografiche.
In nessun luogo, infine, si puó leggere delle varie pubblicazioni fuori standard (dischi Juke-Box, Promozionali, Pubblicitari, Edizioni Pre-Ascolto, ecc.): il tutto risale alla memoria di qualche collezionista, commerciante piú acuto di altri, o dell'amico con la borsa della Standa che tra quei soliti singoli, inconsapevolmente, ha un'edizione mai vista del primo singolo dei The Beatles, in vinile giallo-limone!

Tornando a noi, cosa dovrebbero obiettare coloro che non ascoltano (solo) musica leggera ma il loro amore è dedito ai Grandi Maestri di Musica Classica, al Jazz, alle Opere Liriche, ai Cori o qualsiasi altro genere?

bellissimo dipinto ad olio di un faro in tempestaEcco, perció, la serigrafia del famosissimo Faro di Alessandria, che con la sua imponente maestositá trasmetteva tranquillitá ed orientamento a chiunque.

Grazie al blog Leonardo.it al quale ho rubato il disegno ma a cui, immediatamente, vi rimando; vai alla HP LeorardoIt.

 

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