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Il mio incontro con…

…LE PRUGNE ELETTRICHE

…Quando vidi il disco nella vetrina del negozio, quasi non ci volevo credere…! Foto lato A del 45 del gruppo

(a destra, la foto del 45 al quale é dedicato l'articolo).

In quegli anni beat…!

I nomi dei complessi italiani erano tutto sommato banali, scontati.
La fantasia aveva sicuramente contagiato le musiche, ma per i nomi era ancora una sconosciuta.
Da noi svolazzavano Corvi, Gabbiani, Aquile, zampettavano Camaleonti, Dik Dik (una gazzella africana per chi non lo sapesse ancora), Bisonti mentre Apostoli, Nomadi e Profeti trasmettevano un senso mistico-zingaresco al frastornato ascoltatore.

Poi c'erano i nomi strani, tipo l'Equipe 84, i New Dada, i Barrittas, ma nulla di cosí stravolgente.

All'estero no, i nomi dei complessi inglesi prima, e americani poi, erano grandi, mitici, come le loro canzoni. Personalmente ho sempre ritenuto i complessi stranieri lontani anni luce dai nostri, sia come contenuto musicale che anche semplicemente come immagine.

Vedere una copertina di un disco con su scritto ‘The Beatles’, e sotto i loro quattro faccioni, era giá un mezzo orgasmo musicale, e potevi stare sicuro che, messo sul piatto del giradischi, sicuramente sarebbe stato anche un capolavoro. Ma anche gli altri complessi stranieri erano decisamente piú affascinanti dei nostri, c'era proprio tutto un mondo di differenza.

Verso la fine degli anni '60 possedevo ormai una cinquantina di LP, ma nessuno (!) era di un complesso italiano¹. Facevano eccezione The Rokes, che comunque erano inglesi, anche se la loro carriera si svolse in Italia e quindi erano ‘cosa nostra…’ E cosí, quando lessi il nome del complesso sulla copertina del disco rimasi interdetto…… LE PRUGNE ELETTRICHE!!!

Che fosse poi un complesso in realtá lo immaginavo io, dal momento che in copertina c'era la foto di una bella ragazza; il titolo della canzone era in inglese, e la casa discografica era la ‘REPRISE:’; la cosa mi parve strana, dal momento che i nostri complessi difficilmente incidevano brani in inglese, mentre la ‘Reprise’ sapevo che era di proprietá di Frank Sinatra, che di italiano aveva solo il nome…

Perplesso, entrai nel negozio. Non era il mio negozio abituale (il giá citato e mai ringraziato abbastanza Maschio) ma era sotto casa mia e ci passavo davanti quasi tutti i giorni. Non ci entravo mai volentieri, perchè la proprietaria sapeva che al 99% non avrei acquistato nulla, e quindi non era decisamente disponibile.

Le chiesi se poteva farmi vedere quel disco, o almeno se sapeva darmi qualche indicazione.
La (non troppo) gentile Signora non sprecó nemmeno una sillaba, si limitó ad alzare gli occhi al cielo, e poi con un movimento del capo mi indicó la vetrina…
Mi bastó uno sguardo per capire che non era roba italiana, sull'etichetta i titoli erano in inglese, e il nome del gruppo era scritto come ‘The Electric Prunes con tra parentesi la traduzione italiana.

Sapevo che chiederle di ascoltarlo era esattamente equivalente a chiederle di lasciarmi uscire con sua figlia, ma ci provai ugualmente, ero troppo incuriosito dal dischetto…

Ovviamente non me lo fece ascoltare, mi disse che non funzionava il giradischi, o qualcosa del genere.

Uscii dal negozio con le classiche pive nel sacco. Pazienza, per consolarmi pensavo che probabilmente con quel nome non sará stato un gran chè… Sulla copertina non c'era nemmeno la foto del gruppo, ma una ragazza bionda dallo sguardo malizioso, ma non cosí promettente come avrei voluto, e poi… Ma ve ne rendete conto?
Frank Sinatra!
Sicuramente il disco era melodico, qualche canzone strappalacrime… Puah!
Avevo girato l'angolo e giá me lo ero dimenticato.

I giorni passavano intensamente, delle Prugne Elettriche, della ragazza bionda e del buon Frankie me ne ero ormai completamente dimenticato, quando un sabato pomeriggio, ovviamente da Maschio, vidi un 33 giri in mezzo al mucchio che settimanalmente si formava, composto dai dischi di importazione appena arrivati dall'Inghilterra e dagli U.S.A. e dalle poche stampe italiane.
Mi colpí la copertina, nera, con la foto del gruppo, e con in alto la scritta “Contiene la versione originale di ‘Sospesa a un filo’” che per inciso era una delle mie canzoni preferite del momento, la facevano stupendamente bene i Corvi e non sapevo nemmeno che fosse una cover.

Il nome del complesso era ‘Le prugne elettriche’ e, come notai con la coda dell'occhio che una delle tre cabine era libera, afferrare il disco e portarmelo in cabina ad ascoltarlo fu tutt'uno.
Bene, lascio immaginare cosa successe; mezz'ora dopo ero giá fuori dal negozio, avevo giá mentalmente rinunciato ad andare al cinema e a mangiare la pizza quella sera con gli amici, ma camminavo con il sacchetto di Maschio sottobraccio…

A casa tolsi il vinile dalla custodia e lo posai delicatamente sul Lenco L 75, accesi il mio ampli valvolare autocostruito e lasciai che il movimento idraulico del braccio posasse lo stilo della Shure M44 sui primi solchi del disco.
Non riesco a descrivere adeguatamente le emozioni che quel disco seppe darmi. So solo che, al termine della prima facciata mi domandai come facessero questi gruppi stranieri a fare delle cose cosí meravigliose.

E fu allora che, guardando con piú attenzione il contenitore (la copertina…) mi resi conto che non erano inglesi, ma Americani! Restai stupito, di solito gli yankees non erano cosí raffinati, facevano cose chiassose ma non eclatanti. E mi venne in mente di colpo il dischetto con la biondina, Frank Sinatra e la signora scorbutica

Mi misi a ridere, spensi tutto, misi a posto il disco assieme agli altri Tesori vinilici, e scesi a fare due passi.
Passai davanti al negozietto, la signora del negozio stava rifacendo la vetrina; la guardai, misi la punta del pollice della mano destra davanti al naso e, muovendo le altre dita, sorridendo le feci il gesto detto ‘marameo’ imparato alle elementari… Lei stranamente mi sorrise e poi si rimise a sistemare altri dischi in vetrina…

¹se Maometto non vá alla Montagna…, ovvero, quando anche Luca sbaglia…!
«Per caso sono finito sulla pagina del mio articolo sulle Prugne, e ho una grossa Errata-Corrige da fare:
io asserisco che non avevo nemmeno un LP di complessi italiani, tra i circa 50 che avevo al tempo.
Non è esatto, neanch'io ho usato la brillantina Linetti…! Ehm…, cioè…, no…!
Volevo dire che «uno ce l'avevo», ed era un gran disco:
il mitico Lp dei Corvi!!!
Per punizione mi costringeró a raccontare a te e ai lettori la storia di quel 33 e di come li conobbi…! Beh! Facile, all'epoca abitavo a Parma, quindi chi meglio di me…!
Ciaooo, Luca, 06/07/2011».

Luca si è autopunito: non infieriamo! Grande Luca, grazie di essere Luca!

Dati Tecnici del 45 Valore
TITOLO WIND UP TOYS / THE GREAT BANANA HOAX
ESECUTORE THE ELECTRIC PRUNES (Le Prugne Elettriche)
CASA DISCOGRAFICA (marchio) REPRISE:
SERIE DISCOGRAFICA R 00000
NUMERO DI CATALOGO R 02094
ANNO DI PUBBLICAZIONE 1967
NAZIONE DI STAMPA ITALIA

Tabella Raritá

Stella rossa 1Stella rossa 1 Stella rossa 1Stella rossa 1 Stella rossa 1Stella rossa 1 Stella rossa 1Stella verde 1 Stella verde 1Stella verde 1

7 / 10.

Il primo 33, facciata A Il primo 33, facciata B
Cover e Vinile L'etichetta in primo piano
Zoom sui Titoli dei brani e dei componenti del gruppo

(la sequenza fotografica: Cover 33 giri, lato A e B;
Cover e Vinile; Marchio discografico in primo piano;
Zoom da Cover su Titoli dei Brani e Componenti del Gruppo
).

Tabella Raritá

Dati Tecnici del 33 Valore
TITOLO I HAD TOO MUCH TO DREAM (Last night)
ESECUTORE THE ELECTRIC PRUNES (Le Prugne Elettriche)
CASA DISCOGRAFICA (marchio) REPRISE:
SERIE DISCOGRAFICA R 00000
NUMERO DI CATALOGO R 6248
ANNO DI PUBBLICAZIONE 1967
NAZIONE DI STAMPA ITALIA
MATRICI 6–10649 / 6-10650

Stella rossa 1Stella rossa 1 Stella rossa 1Stella rossa 1 Stella rossa 1Stella rossa 1 Stella rossa 1Stella rossa 1 Stella rossa 1Stella verde 1

9 / 10.

© Luca Botto 2011

 

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